stratigrafie
Un tetto ventilato, si può chiamare tale quando il manto di copertura si distacca dallo strato isolante, creando un'intercapedine che permetta ad un flusso omogeneo d'aria, di circolare dalla gronda fino al colmo; conseguentemente, devono essere evitate correnti trasversali. La camera d’aria, accuratamente studiata, garantisce la ventilazione del tetto e la microventilazione del sottomanto. Il conseguente effetto camino favorisce, attraverso il colmo, lo smaltimento dell’umidità e quindi la salubrità del manto, riduce i costi di manutenzione ed accresce le prestazioni dell’isolamento.
Per garantire un’efficace circolazione dell’aria all’interno, sono necessarie tener presenti alcune condizioni:
- che il tetto abbia una certa pendenza;
- che al suo interno ci sia una massa d’aria la quale possa fuoriuscire dall’apertura sulla linea di colmo ed essere sostituita da altra aria proveniente dall’esterno;
- che esista una differenza di temperatura fra l’aria esterna e quella nella struttura del tetto.
Una falda lunga o una pendenza limitata richiedono una lama d’aria (camera di ventilazione) maggiore ed il suo spessore va calcolato in base a coefficienti di proporzionalità precisi. Va ricordato che la soglia di 5/6 cm determina la differenza tra microventilazione e ventilazione. Quindi con un'intercapedine sopra i 5/6 cm e fino a 10, abbiamo un tetto ventilato. (con una falda, per esempio, lunga 10 metri, pendenza del 26%, lo spessore della lama d’aria deve essere di 10 cm.)
L’aspetto estetico di un tetto traspirante non è diverso da un tetto realizzato in modo convenzionale, anche se rispetto a quest’ultimo i costi di realizzazione sono superiori.
Tali maggiori costi di realizzazione si ammortizzano nel tempo fino a rendere più conveniente la soluzione del tetto ventilato.
Infatti, questo,come già scritto, consente un abbattimento dei costi di manutenzione ed un risparmio energetico grazie all’isolamento termico più efficace.